Domenica 19 Agosto 2018
La legittimità del terzo mandato viene contestata dal secondo e dalla minoranza


Letojanni, diatriba sul revisore dei conti: l'Assessorato dà ragione al Comune

di Andrea Rifatto | 09/08/2018 | POLITICA

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Il municipio di Letojanni

È regolare la nomina del revisore dei conti del Comune di Letojanni secondo la Regione siciliana. Lo ha messo nero su bianco il dirigente del Dipartimento regionale delle Autonomie Locali, Filippo Gagliano, dopo la diatriba sorta a seguito dell’elezione di Domenico Pavone, il cui nominativo è stato sorteggiato dal Consiglio comunale nella seduta del 14 giugno. Pavone, revisore unico dei conti dell’Ente letojannese già per due mandati, è stato nominato per il terzo e ciò per il secondo candidato sorteggiato dall’elenco, Angelo Cimino, costituisce una irregolarità in quanto la normativa non consentirebbe il terzo mandato. Cimino il 26 giugno ha quindi presentato un esposto alla Regione segnalando la questione e il 4 luglio il funzionario regionale ha chiesto al segretario comunale di Letojanni, Chiara Morelli, di relazionare in merito. La segretaria, nella nota inviata il 20 luglio, ha sottolineato la correttezza della procedura seguita in quanto non essendo la Legge nazionale recepita in Sicilia, non vi è vincolo di numeri di mandato e pertanto la nomina del revisore dei conti è valida a tutti gli effetti così come tutti i pareri e gli atti emessi dallo stesso dal momento dell’investitura ad oggi. “Nell’ambito delle competenze attribuite a questo Dipartimento, dall’esame degli atti pervenuti – ha scritto nel parere Gagliano – si ritiene che la nomina a revisore dei conti del dottor Domenico Pavone del Comune di Letojanni si sia svolta nel rispetto delle norme vigenti, in particolare dell’art. 6 comma 9 della L.r. 11 agosto 2016 n. 17”. Articolo, quest’ultimo, che ha modificato la legge 142/1990 sull’Ordinamento degli enti locali, sopprimendo la disposizione secondo la quale i revisori sono rieleggibili solo per una sola volta.

La riconferma di Domenico Pavone è stata contestata anche dal gruppo consiliare di minoranza, che nell’ultima seduta ha abbandonato l’aula dopo aver chiesto la revoca della nomina del revisore ed evidenziando come il parere posto sulla manovra di riequilibrio di bilancio, in discussione nell’ultimo Consiglio, avrebbe potuto inficiare la delibera. Angelo Cimino potrebbe adesso rivolgersi al Tar per far valere le proprie ragioni. 


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