Lunedì 20 Novembre 2017
Nota di Alfredo Elia Mandri di Agorà 2015 su abbandono del territorio e divisioni


Giardini, "L'amministrazione Lo Turco è un totale fallimento politico-amministrativo"

26/02/2017 | POLITICA

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Alfredo Elia Mandri si dice pronto a un confronto pubblico

“A distanza di poco meno di due anni, la nave-paese è irrimediabilmente incagliata sulle secche di liti e diatribe interne alla stessa amministrazione comunale, con un continuo conflitto tra le ‘varie anime’ culminato con la costituzione di un nuovo gruppo in seno al Consiglio comunale (dopo che anche la minoranza consiliare nel frattempo si è sfaldata dividendosi in due gruppi)”. È quanto scrive in una nota Alfredo Elia Mandri, esponente del movimento politico “Agorà 2015” di Giardini Naxos, all’interno del quale era candidato al Consiglio e assessore designato all’ultima competizione elettorale. “’Giardini Naxos Duc in altum! Prendi il largo!’ era il motto con cui l’attuale compagine di governo cittadino si era presentata agli elettori giardinesi nella campagna elettorale del 2015, che aveva visto prevalere l’attuale amministrazione con un numero esiguo (il più basso dai tempi della elezione diretta del sindaco) di consensi e per soli tre voti sul gruppo di minoranza ‘Giardini Naxos-Bene Comune’ – ricorda Elia Mandri – ma il fallimento politico-amministrativo è sotto gli occhi di tutti, basta fare un giro in paese per percepire che giornalmente, in tutti i campi, si continua ad inseguire l’emergenza e non esiste la benché minima programmazione su cosa e come fare (in Via Zara una buca per la riparazione dell’acquedotto non viene ripristinata da 10 mesi!!!). Chi paga le spese di questo fallimento annunciato è il paese, sono i giovani che, sempre più numerosi, lasciano le proprie famiglie e Giardini Naxos per cercare fortuna altrove”.

“Siete davvero soddisfatti del vostro operato? Ritenete che la città possa continuare a ‘galleggiare’ ancora per tanto tempo in una continua e struggente condizione di incertezza? Ritenete che questo modo di operare, senza alcuna attenzione in nessun ambito (viabilità, turismo, tutela del territorio, decoro urbano, pulizia) possa ancora essere tollerato da una città allo stremo?” – chiede l’esponente di “Agorà 2015”. “Giardini non può permettersi oltre, non può permettersi il lusso di un immobilismo dannoso per la sopravvivenza stessa dei cittadini ed è per questo che chiedo al sindaco Nello Lo Turco ed alla sua maggioranza una seria e serena riflessione: assumetevi l’onere di rispettare il mandato popolare ricevuto amministrando la città oppure prendete atto del totale fallimento amministrativo lasciando che la città possa, attraverso il voto, cercare una possibilità di riscatto”.

“Una riflessione a parte merita lo scontro in atto tra il vicesindaco ed i componenti del Consiglio comunale (minoranza ma anche gran parte della maggioranza) perché è gravissimo che sia negata ai consiglieri comunali la possibilità di accedere e visionare gli atti amministrativi – prosegue Alfredo Elia Mandri – specie se riguardano documenti in cui si rileva un conflitto di interessi. Ma di questo si occuperà l’autorità giudiziaria e sono certo che verrà fatta piena luce su un fatto assai grave, altro che ‘partecipazione al processo amministrativo’, altro che ‘trasparenza’!! Personalmente, come da sempre sono abituato, ci ho messo la faccia ed ho segnalato alle autorità competenti l’iter amministrativo seguito da una pratica edilizia culminato con l’ennesima approvazione di una autorizzazione edilizia in variante e spogliando, di fatto, dalle proprie competenze il Consiglio comunale (la nota è stata inviata a tutti i consiglieri comunali per l’esercizio delle proprie funzioni di controllo delegate dalla legge). La tutela del Territorio è un cavallo di battaglia cavalcato da tutti nelle varie campagne elettorali – aggiunge Elia Mandri – peccato che, a risultato elettorale acquisito, venga ben riposto in un cassetto. Non è possibile immaginare lo sviluppo di una grossa parte del territorio (zona D1 del Prg) oggi ancora ‘vergine’, con nuovi insediamenti senza prima realizzare adeguate e necessarie infrastrutture (strade, pubblica illuminazione, fognature, acquedotti, parcheggi). Su questo tema – conclude – sono pronto ad un confronto pubblico con chiunque voglia confrontarsi perché ne va della qualità della vita di una intera comunità che non può e non deve essere ingrigita dal cemento ad ogni tornata elettorale”.


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