Martedì 17 Gennaio 2017
I sindaci dei nostri comuni molto spesso non sanno neppure di cosa parlano


I rifiuti saranno una risorsa. Ma non grazie agli amministratori

di Aldo Lenzo | 10/09/2014 | OPINIONI

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Prima o poi i rifiuti non costituiranno più un problema. Anche in Sicilia. Anche nel nostro comprensorio. E di questo dovremo ringraziare l’Europa, non certo i nostri governanti e amministratori. L’Europa ci imporrà, con le buone o con le cattive, una politica di riduzione, di riuso e riciclaggio dei rifiuti e di pratiche virtuose (pratiche già sperimentate e attuate in vari comuni “virtuosi” anche in Italia). Se avessimo avuto una classe politica mediamente decente non saremmo nell’attuale situazione. Tocca a noi cittadini vigilare e fare in modo che le corrette politiche di gestione dei rifiuti siano adottate e messe in atto il prima possibile. Tocca a noi come cittadini e utenti la parte più importante e delicata della raccolta differenziata: separare in casa tutte le frazioni dei rifiuti correttamente. I risparmi saranno tangibili; i risultati saranno gratificanti. Per fare ciò, per dare il nostro contributo, dobbiamo essere messi in condizioni di svolgere nel migliore dei modi il nostro lavoro a casa. Ogni singola famiglia e utenza dovrà essere istruita sulle esatte modalità di preparazione e consegna delle singole frazioni di materia.
Anche in tutte le scuole di qualsiasi ordine e grado l’informazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti dovrà trovare spazio e essere messa al centro di un programma educativo ambientale. Questa istruzione ai cittadini e alle famiglie, come ho già avuto modo di scrivere, deve essere programmata ed effettuata durante il periodo precedente l’avvio della raccolta differenziata porta a porta. È molto importante far comprendere ai cittadini le ragioni del cambiamento e l’utilità e la necessità di alcune scelte, specialmente in questa prima fase caratterizzata dalla totale assenza di idonei impianti di trattamento dei rifiuti. In questo modo, con una corretta informazione e istruzione, la raccolta differenziata sarà quantitativamente e qualitativamente migliore. Il porta a porta favorirà la raccolta selettiva di materiali di buona qualità merceologica che potranno essere smistati direttamente alla filiera del riciclo senza alcun costoso pretrattamento. Il maggior impegno delle famiglie sarà ripagato dai risparmi sui costi e dai vantaggi per l’ambiente.
I nostri amministratori, come al solito, sono in ritardo e continuano a sbagliare la priorità della loro azione. Invece di concentrasi sui  servizi di cui avranno la responsabilità (spazzamento,  raccolta e trasporto) e programmarne insieme ad esperti del settore tutti gli aspetti di questi servizi, raccogliendo dati per una accurata analisi e programmazione, sprecano tempo parlando di cose di cui nulla o poco sanno e la cui programmazione e gestione non è di competenza locale: discariche e impianti di trattamento dei rifiuti. Il compito di programmare e progettare l’impiantistica spetta alle Srr e alla Regione, non ai singoli comuni o ai singoli Aro. Questa è una deduzione abbastanza logica e di facile comprensione: ci vuole una visione più ampia e generale per trovare la migliore ubicazione degli impianti che serviranno a chiudere il ciclo della gestione integrata dei rifiuti in ciascun ambito territoriale ottimale (il nostro ambito territoriale comprende 47 comuni per una popolazione di 466.000 abitanti).
Un impianto di biodigestione della frazione organica da raccolta differenziata come quello ipotizzato dal sindaco di Pagliara, giusto per fare un esempio, necessario come il pane nel nostro comprensorio o nelle sue immediate vicinanze,  non può essere deciso da un sindaco o da un gruppo di undici sindaci il cui bacino di utenza è di poche decine di migliaia di abitanti, e, soprattutto, senza aver prima sentito e informato dei pro e dei contro i cittadini potenzialmente interessati; e senza aver studiato tutte le possibili ipotesi di ubicazione ottimale, che deve essere quanto più possibile baricentrica rispetto all’area e al numero di abitanti che l’impianto deve servire. Un moderno impianto, che recupera energia elettrica attraverso il processo di biodigestione anaerobica per la produzione di biogas e ricicla la frazione organica da raccolta differenziata attraverso il processo di compostaggio che produce compost di qualità, ha bisogno, per essere economicamente sostenibile, di un utenza molto più ampia di quella degli undici comuni che hanno siglato la proposta  “per la realizzazione di una piattaforma logistica modulare intercomunale”. Questi undici comuni e tutti gli altri comuni del comprensorio jonico si dovrebbero impegnare e coordinare per la realizzazione di centri di riparazione e preparazione per il riutilizzo, di ecopunti, di una politica che incentivi e premi i comportamenti virtuosi, e per applicare la tariffa puntuale.

Più informazioni: rifiuti  


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