Mercoledì 13 Dicembre 2017
Tra solite facce e nuove leve viene meno il principio della politica a servizio


Regionali, serve la svolta contro le false promesse che hanno distrutto la Sicilia

di Santo Trimarchi | 11/10/2017 | OPINIONI

691 Lettori unici

All'Ars siederanno 70 parlamentari e non più 90

Volti noti e meno noti si contendono le poltrone al Parlamento della Regione siciliana con la candidatura a presidente e a deputato. Ai cittadini non resta che votare per darsi un governo in grado di rilanciare la terra di Sicilia, di risollevare le tristi condizioni di abbandono e di decadimento in cui versa a livello economico, sociale, ambientale e politico. Prima del voto personale ed eguale, libero e segreto, è tempo di riflessione, di analisi, di confronto per fare chiarezza ed essere più consapevoli nella scelta dei futuri governanti. Da siciliani, oltre al danno delle calamità naturali, sappiamo che la causa maggiore dei nostri problemi è sempre derivata dalla classe politica per lo più corrotta, clientelare, affaristica e dimentica del “bene comune”. C'è stata una questione morale che ha toccato gran parte dei parlamentari, piuttosto inetti a valorizzare l'autonomia, mentre si è evidenziata pesantemente l'incapacità di progettualità e di gestione dei fondi comunitari europei, si è perpetuata la mancanza di interventi adeguati per la difesa del suolo e del mare, per migliorare i trasporti, per salvaguardare il sistema sanitario, per il diritto allo studio, per combattere la disoccupazione, per la tutela delle fasce deboli della società. Le mancanze si potrebbero elencare lungamente in dettaglio e potremmo riconoscere la malapianta della politica schizoide e dei suoi rappresentanti eletti per portare avanti gli interessi di tutti gli abitanti della regione ma impegnati alla ricerca dei propri vantaggi, al mantenimento del consenso per essere rieletti, a proteggere i potentati economici, pur malavitosi, a discapito dei diritti fondamentali: la vita, la salute, l'istruzione, il lavoro.

Adesso, come ogni volta che arriva il momento delle elezioni, si ripresentano le solite facce note, magari cambiate di colore, magari attraverso gli eredi, gli amici degli amici, le famiglie storiche ed i partiti che hanno infestato le varie amministrazioni regionali. Adesso compaiono pure le nuove leve sponsorizzate dai "vecchi volponi", inseriti negli antichi schemi della spartizione, camuffati nel mucchio a garanzia di un sistema che non molla, che si autoalimenta, che si chiude a casta di professione onnipotente, fondato sulla capacità di mediazione, di trattativa, di compromesso decadente e deteriore a discapito dei cittadini manipolati, ricattati o ammaliati ad uso e consumo. Così vien meno il principio della politica a servizio, si deturpa il valore nobile della virtù civica, si perde l'identità e l'appartenenza alla comunità e si corre per conquistare un seggio, per dimostrare la portata dei favori conseguiti, per esaltare il proprio orgoglio. Il prezzo di questa tendenza è piuttosto alto, questa politica fa vincere pochi, i predestinati, e fa perdere tutti gli abitanti della nostra terra, verrà danneggiato ancora di più il patrimonio di bellezza e di risorse naturali che abbiamo a disposizione. Per questo motivo sarebbe opportuno dare una svolta al vizietto delle false promesse, alle parole di circostanza, alla presa in giro delle miscele di egoismi esacerbati, alle adunate di vetrina e orientarsi ad una scelta responsabile che sappia riconoscere lo stile morale e culturale, il sudore della fatica personale, il sangue versato dai figli di questa terra!! 


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