Lunedì 24 Luglio 2017
Le notizie tragiche colpiscono la sensibilità dei più piccoli, che va invece salvaguardata


Il delitto di S. Croce Camerina e l'infanzia calpestata

di Rosangela Todaro | 09/12/2014 | OPINIONI

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Solo pochi giorni fa è stato celebrato il 25° anniversario della approvazione della “Convenzione dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza” dell’Onu, che rappresenta la prima raccolta di norme dedicate ai diritti fondamentali dei minori. Ma la notizia dei fatti di cronaca avvenuti a Santa Croce Camerina (Ragusa) ci ha costretti a tornare con i piedi per terra.
Dopo lo sgomento, l’incredulità e la rabbia iniziali, vorrei condividere alcune mie considerazioni. Il pensiero è andato ai familiari, ai compagni di Loris, al loro dolore e alla loro tristezza. Ho pensato alla reazione dei bambini del resto d’Italia che hanno appreso questa ennesima tragica notizia che riguardava un loro coetaneo. A prescindere dalle indagini, che faranno il loro corso, tutti noi adulti abbiamo un dovere: dobbiamo rassicurare i minori. A cominciare dai programmi Tv e dalla stampa, che hanno certamente il dovere di informare ma non quello di strumentalizzare questi terribili eventi allo scopo di aumentare l’audience o per incrementare il numero di giornali venduti.
L’infanzia ha il diritto di essere protetta, guidata e rispettata. A tal fine ritengo che sia necessario incrementare l’uso di filtri da parte dei mass-media, soprattutto nella comunicazione di tematiche particolarmente crude. Non possiamo dimenticare, infatti, che accanto ad un pubblico adulto molto spesso ci sono dei minori. Dobbiamo impegnarci maggiormente per salvaguardare la loro sensibilità, i loro entusiasmi e ad offrire loro dei punti di riferimento affidabili. In merito a quest’ultimo punto mi vengono alla mente le parole di un rappresentante delle forze dell’ordine che lo scorso mese, nel corso di un incontro con gli alunni della scuola elementare di Furci Siculo proprio sul tema dei diritti dei bambini, li ha esortati, in caso di situazioni di pericolo, a rivolgersi ai genitori, ai maestri o ai familiari. Non possiamo permettere che nelle giovani generazioni si diffonda un clima di paura e di diffidenza nei confronti dei più “grandi”.

Più informazioni: santa croce camerina  diritti minori  


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