Lunedì 16 Luglio 2018
Nel 60° anniversario evento voluto da Ninuccia Foti, che ha realizzato un libro


Furci ricorda Anna Barcellona, la bimba morta giocando con una bomba

di Filippo Brianni | 15/06/2018 | CULTURA E SPETTACOLI

689 Lettori unici

L'evento al Centro diurno furcese

“Quasi una favola”. Priva di lieto fine. E tremendamente reale. È quella di Anna Barcellona, la bambina di Furci che il 27 maggio 1958 trovò una bomba di guerra, si mise a giocare e l’ordigno le scoppiò in mano, uccidendola. Aveva solo 9 anni. Una storia ricordata nei giorni scorsi, in occasione del 60mo anniversario di quell’evento, nella sala del Centro diurno furcese dedicata proprio alla piccola Anna Barcellona. Un evento fortemente voluto da Ninuccia Foti, presidente dell’Osservatorio dei Beni culturali dell’Unione dei Comuni Valli Joniche dei Peloritani, la quale ha coordinato anche la realizzazione di un piccolo libro, “Quasi una favola… raccontata da Anna Barcellona” che narra quella storia come se quella bambina vivesse ancora, calandola con maestria nel contesto storico di Furci. La Foti è intervenuta per illustrare l’iniziativa, esortare “il Comune a stampare il libro e non far dimenticare ai giovani la figura di questa bambina” e per ringraziare “le famiglie Barcellona-Coglitore e tutti coloro che hanno fornito le informazioni necessarie a ricollocare nella storia di Furci questo triste evento”. Hanno collaborato anche il Comune di Furci Siculo e l’associazione nazionale vittime civili di guerra. Dopo la scopertura di una targa con foto e il saluto del sindaco Sebastiano Foti (“contento che il mio ultimo atto da sindaco di Furci sia stato proprio questo”) e dall’assessore Rosaria Ucchino, ha avuto luogo la lettura di brani del libro affidata a Cettina Sciacca con l’accompagnamento musicale di Carlo Barbera. Particolarmente toccante anche la testimonianza del fratello, Salvatore Barcellona, di una nipote e della commossa e silenziosa partecipazione di Angela Coglitore, l’anziana mamma di quella bimba che in quella disgrazia, derivante dalla guerra, ha tracciato un segno di pace nella comunità furcese. Che, grazie a questa “quasi una favola”, può in qualche modo perpetuarsi.

La mamma Angela Coglitore con l'assessore Rosaria Ucchino


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.