Lunedì 16 Luglio 2018
Accusa di omicidio per Susanna Gemmo di Vicenza e Francesco Trimarchi di S. Teresa


Ragazzo morto folgorato a Gaggi: chiesto rinvio a giudizio per i due indagati

di Andrea Rifatto | 05/07/2018 | CRONACA

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Il luogo dell'incidente e nel riquadro il 15enne

Due richieste di rinvio a giudizio per la morte di Salvatore d'Agostino, il 15enne di Gaggi deceduto nel 2016 dopo essere rimasto folgorato urtando un faretto nella piazza del suo paese. A conclusione della lunga fase delle indagini preliminari, il pubblico ministero Antonella Fradà del Tribunale di Messina ha chiesto il rinvio a giudizio per la presidente della Gemmo Spa di Arcugnano (Vicenza), la vicentina Susanna Gemmo, e per un manager della società, Francesco Trimarchi, ingegnere di S. Teresa di Riva, accusati di omicidio colposo in concorso. Il Gup Eugenio Fiorentino aveva fissato per il 26 giugno l'udienza preliminare, in cui la mamma, il papà e la sorella della vittima, assistiti dall’avvocato Filippo Pagano di Messina, si sono costituiti parte civile. Il procedimento è stato però subito rinviato al 9 ottobre, con sospensione dei termini di prescrizione, avendo i difensori dei due imputati aderito all'astensione dalle udienze indetta per quel giorno dall'Unione delle Camere penali. L’incidente si è verificato la sera del 2 agosto 2016 nella piazza antistante la Chiesa Madre della frazione di Cavallaro: Salvatore, per recuperare il pallone, ha oltrepassato una ringhiera toccando però un faretto da cui si è sprigionata una scarica elettrica che lo ha investito fulminandolo. La morte è sopraggiunta dopo 18 giorni di coma in ospedale. I genitori hanno subito presentato un esposto alla Procura di Messina, che aveva aperto un fascicolo contro ignoti, formulando diverse richieste per chiarire i fatti e perseguire tutte le responsabilità: che si individuassero il proprietario dell'area, il titolare dell'utenza che alimentava il faretto e il fornitore dell'energia, chi l'avesse collocato collegando i cavi e mettendolo in esercizio, a chi competesse la manutenzione, che si accertasse se l'installazione fosse a norma.

Nell'estate 2017 la Procura di Messina ha iscritto nel registro degli indagati Susanna Gemmo, 55 anni e Francesco Trimarchi, 37, rispettivamente presidente del Cda e responsabile dell'ufficio Tecnico e Gare d'Appalto (con particolare riferimento a quella per la Sicilia) della Gemmo Spa, la società a cui il Comune di Gaggi aveva affidato la gestione del suo impianto di pubblica illuminazione. Nella richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo in concorso il Pm Fradà scrive come “Gemmo, in qualità di legale rappresentante della società e Trimarchi, in qualità di dipendente responsabile della gestione, cagionavano il decesso di D'Agostino per colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia e nel non aver rilevato che i fari installati presso la piazza della Chiesa Madre di Gaggi, ancorché in disuso da anni e privi di lampade, fossero alimentati dall'impianto di illuminazione pubblica attraverso l'aggancio al quadro Q001 collocato in via Tenente Turrisi di Gaggi". “Un decesso che – aggiunge l'Accusa – è avvenuto per fibrillazione ventricolare con arresto cardiocircolatorio e respiratorio responsabile di una prolungata anossia cerebrale, cagionata a seguito di elettrocuzione di cui il ragazzo rimaneva vittima in conseguenza di una dispersione di energia elettrica promanante da uno dei faretti collocati presso la piazza". Il 9 ottobre il Gup deciderà se aprire un processo. 


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