Martedì 21 Novembre 2017
Boato in aula alla lettura della sentenza. Il neo deputato regionale in lacrime


Processo Fiumedinisi, assolti Cateno De Luca e tutti gli imputati - VIDEO

di Andrea Rifatto | 10/11/2017 | CRONACA

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De Luca abbracciato dalla moglie dopo la lettura della sentenza

Assolto insieme agli altri 17 imputati. È questa la decisione della Seconda sezione penale del Tribunale di Messina nei confronti di Cateno De Luca nel processo sul cosiddetto “Sacco di Fiumedinisi”. La sentenza è stata letta oggi alle 14 dal presidente della Seconda sezione penale del Tribunale di Messina, Mario Samperi, in aula con i giudici Rosa Calabrò e Valeria Curatolo. Il Collegio ha disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Cateno De Luca, Tindaro De Luca, Angelo Caminiti, Francesco Carmelo Oliva, Renzo Briguglio, Roberto Favosi, Fabio Nicita, Pietro D’Anna e Benedetto Parisi per il reato di tentata concussione in concorso, riqualificato dai giudici in tentata induzione indebita a dare o promettere utilità in concorso, e per falso in atto pubblico. Assoluzione per Cateno De Luca, Natale Coppolino, Grazia Rasconà, Antonino Cascio, Pietro D’Anna, Giuseppe Bertino, Salvatore Piccolo, Paolo Crocé, Carmelo Crocetta, Giuseppe Giardina dall’accusa di abuso d’ufficio perché il fatto non sussiste e per Carmelo Satta e Pietro D’Anna perché il fatto non costituisce reato. Alla lettura della sentenza è esploso un boato in aula, dove erano presenti un centinaio di persone che hanno colto con grida di gioia la lettura della sentenza. Cateno De Luca, in prima fila con un rosario in mano, è scoppiato in un pianto liberatorio ed è stato subito abbracciato dalla moglie, dal suo legale Tommaso Micalizzi e dagli altri presenti.

L’Accusa aveva chiesto nell’ottobre dello scorso anno cinque anni per Cateno De Luca, quattro anni per il fratello Tindaro; due anni per Pietro D'Anna, funzionario del Comune; un anno e sette mesi per il tecnico Natale Coppolino; un anno e quattro mesi per l'allora vicesindaco Grazia Rasconà, un anno e due mesi per l'assessore Giuseppe Bertino e i colleghi di giunta Paolo Crocé, Carmelo Crocetta, Giuseppe Giardina, Antonino Cascio e Salvatore Piccolo, amministratori durante la sindacatura di De Luca a Fiumedinisi. Per Benedetto Parisi, allora presidente della Commissione edilizia comunale, era stata chiesta l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Il pubblico ministero aveva invece proposto la prescrizione per i componenti della Commissione edilizia Renzo Briguglio, Angelo Caminiti, Roberto Favosi, Fabio Nicita, Francesco Carmelo Oliva e per l’ex sindaco di Alì Carmelo Satta, coinvolto nella qualità di presidente della Fenapi.

Il processo ha riguardato una serie di opere pubbliche realizzate negli anni scorsi nel borgo collinare tramite il “Contratto di Quartiere”, che secondo la Procura della Repubblica di Messina sarebbe stato modificato per agevolare le imprese della famiglia De Luca. L'inchiesta ha analizzato fatti avvenuti nel periodo tra il 2004 e il 2010 ed è culminata nel giugno 2011 con l’arresto di Cateno De Luca, ristretto per un periodo ai domiciliari. Al centro delle indagini, svolte della Polizia municipale di Messina in seguito a un esposto, i lavori per la costruzione di un albergo con annesso centro benessere della società “Dioniso Srl”, l'edificazione di 16 villette da parte della cooperativa “Mabel" e la realizzazione di muri di contenimento del torrente Fiumedinisi. Secondo l'accusa gli indagati avrebbero agevolato l'ex sindaco De Luca, mediante l'approvazione della variante al Prg, per la realizzazione dell'albergo di contrada Vecchio con i finanziamenti regionali per la messa in sicurezza del torrente.

“Prego sempre affinché vengano illuminati i cuori e le menti di chi ci deve giudicare e non vorrei essere mai al posto perché capisco che in questo verminaio le pressioni sono quello che sono – le prime dichiarazioni di De Luca dopo l’assoluzione - ma io combatto per chi non ha potuto reagire a questo, ho denunziato più volte questo verminaio e lo continuerò a denunziare, soprattutto per chi non ha avuto la forza e la capacità di reagire. Messina si deve liberare da questo verminaio massonico e di questa sporcizia, in questo Tribunale ci sono giudici onesti e oggi l’hanno dimostrato. Sono ancora in uno stato di detenzione proprio perché mi sono permesso di denunziare più volte dei pubblici ministeri. Ringrazio il Collegio che ha avuto il coraggio di assolverci sulla maggior parte dei capi, dispiace per la prescrizione e non escludo che rinuncerò per andare avanti facendo Appello. Ringrazio i miei sostenitori e i miei elettori, che hanno continuato a darmi fiducia nonostante il fango che mi è stato buttato addosso, e i miei difensori Tommaso Micalizzi e Carlo Taormina. Ora andrò alla Regione – ha concluso – anche contro Salvini che è venuto ai nostri convegni e si è permesso di parlare di impresentabile”.

La lettura della sentenza e l'esultanza dell'aula

Più informazioni: sacco fiumedinisi  


COMMENTI

Fabrizio Orazio Spadaro | il 10/11/2017 alle 15:53:02

Come dicono qui a Roma dove mi trovo per lavoro pur essendo un santateresino, si vede lontano un miglio che voi di Sikily News state a rosicà 'na cifra che hanno assolto De Luca...

enzo t | il 10/11/2017 alle 17:28:42

Non solo contro Salvini, ridicolo nel suo scodinzolare per le strade, ma anche contro quegli improponibili dei grillini capaci di sputar veleno sugli altri. Proprio loro che hanno ereditato tutte le nefandezze della prima repubblica

fausto parra | il 10/11/2017 alle 18:17:52

meno male che ci sono giudici onesti .....no pervhè se lo condannavano..povera italia e povera sicilia......peggio del venezuela.buona fortuna

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