Lunedì 16 Luglio 2018
La 33enne è deceduta al Policlinico dopo un intervento al setto nasale


Morte della taorminese Valentina Carella, la Procura apre un’inchiesta

di Andrea Rifatto | 06/07/2018 | CRONACA

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Il Policlinico e nel riquadro la vittima

Doveva essere una normale operazione al setto nasale ma qualcosa è andato storto ed è sopraggiunta la morte. A perdere la vita è stata ieri Valentina Carella, 33enne di Taormina, deceduta al Policlinico di Messina dopo essere stata trasferita nel reparto di Rianimazione. La donna, che lascia il marito e un figlio di appena due anni e mezzo, si era sottoposta mercoledì mattina ad un intervento per al setto nasale nel reparto di Otorinolaringoiatria e una volta concluso l’intervento le sue condizioni erano state giudicate buone. In serata, però, vi è stato un improvviso peggioramento ed è sopraggiunto un arresto cardiaco che ha spinto i medici a trasferirla durante la notte in Rianimazione in stato di coma farmacologico. La giovane, però, nonostante i tentativi  dei sanitari di tenerla in vita, è morta giovedì mattina. La notizia della sua scomparsa ha detstao sgomento e commozione a Taormina, dove la sua famiglia è molto conosciuta: il padre, Gaetano Carella, è stato assessore fino a poche settimane fa, mentra la madre, Franca Munafò, è impegnata nel sociale e in prima linea a tutela dei diritti delle donne.

I familiari hanno sporto denuncia e dunque è stata aperta un’inchiesta per fare luce su quanto accaduto. La salma di Valentina Carella è stata posta sotto sequestro e sono state acquisite le cartelle cliniche. Adesso il magistrato affiderà l’incarico per l'autopsia, che potrebbe essere eseguita lunedì. “Il Policlinico “G. Martino” esprime innanzitutto il proprio cordoglio ai familiari – si legge in una nota diffusa oggi pomeriggio dall’azienda ospedaliera – già nella mattinata odierna il direttore sanitario Paolina Reitano, ha provveduto a nominare una Commissione di Verifica, che si è immediatamente messa a lavoro per accertare quanto accaduto. L’Azienda, ovviamente, offrirà altresì piena collaborazione all’Autorità giudiziaria affinché possa essere fatta chiarezza sulla vicenda”. Secondo i medici che l'hanno avuta in cura potrebbe essersi trattato di uno stress adrenalinico subentrato per una patologia preesistente nella donna e a quanto pare sconosciuta alla stessa paziente.


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