Martedì 21 Novembre 2017
Erano finiti a processo per il presunto cattivo funzionamento del depuratore


Inquinamento in mare a Nizza: assolti ex sindaco ed ex dirigente dell’Ufficio tecnico

di Andrea Rifatto | 07/11/2017 | CRONACA

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Il depuratore di contrada Piana a Nizza

La Seconda Sezione penale del Tribunale di Messina ha assolto oggi l’ex sindaco di Nizza di Sicilia, Giuseppe Di Tommaso, e l’ex dirigente dell’Area Tecnica del Comune, l’ingegnere Giovanni Briguglio, nel processo a loro carico che li vedeva imputati in concorso per il presunto inquinamento dovuto al cattivo funzionamento del depuratore consortile. Il collegio composto dal presidente Mario Samperi e dai giudici Rosa Calabrò e Valeria Curatolo li ha assolti in primo grado perché il fatto non sussiste dai reati di omissione di atti di ufficio e danneggiamento e perché il fatto non costituisce reato dagli altri tre capi di imputazione (distruzione o deturpamento di bellezze naturali e violazioni alla normativa ambientale) relativi all’omissione dei controlli all’impianto di depurazione. Di Tommaso e Briguglio erano stati rinviati a giudizio a fine 2015 dal gup Antonio Carchietti perché secondo l’Accusa non avrebbero predisposto i necessari lavori di manutenzione del depuratore fognario, ubicato in contrada Piana, utilizzato anche dai comuni di Alì Terme e Fiumedinisi, riuniti insieme a Nizza nel Consorzio (oggi disciolto) con a capo Di Tommaso, che era imputato nella qualità di sindaco e presidente dell'organismo. Briguglio era invece finito a giudizio come responsabile tecnico dell’impianto consortile. Gli accertamenti partirono nel febbraio 2014, quando la Capitaneria di Porto di Messina effettuò dei controlli da cui emersero anomalie nel ciclo di depurazione delle acque, scaricate in mare tramite una condotta sottomarina. Sempre in quei periodi sia nei pressi dell’impianto che in paese vennero avvertiti cattivi odori, segno evidente che qualcosa non andava per il verso giusto. Le analisi eseguite dall’Arpa misero poi in evidenza come i campioni di acqua superassero il parametro limite relativo all’escherichia coli, un batterio di origine fecale. Ai due era stato contestato anche il deposito incontrollato di fanghi non smaltiti nel depuratore di contrada Piana. Accuse che non hanno retto nel corso del procedimento. Giuseppe Di Tommaso e Giovanni Briguglio sono stati difesi rispettivamente dagli avvocati Rina Frisenda e Antonio Scarcella.


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