Martedì 21 Novembre 2017
L'ex primo cittadino si riteneva offeso da un manifesto murale affisso nel 2011


Furci. Non diffamarono Parisi: assolti in Cassazione il sindaco Foti e 5 ex consiglieri

di Andrea Rifatto | 15/11/2017 | CRONACA

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Bruno Parisi e Sebastiano Foti

Nessuna diffamazione nei confronti di Bruno Parisi, sindaco di Furci Siculo dal 2008 al 2013. Lo hanno stabilito i giudici della Quinta Sezione penale della Corte di Cassazione che ieri sera hanno assolto definitivamente l’attuale primo cittadino Sebastiano Foti e gli ex consiglieri Carmelo Andronico, Beniamino Lo Giudice, Alessandro Niosi, Saverio Palato e Agatino Vinci, rigettando il ricorso e confermando la sentenza di secondo grado. I sei, all’epoca dei fatti tutti ex consiglieri comunali di maggioranza, erano stati querelati nel 2011 dall’allora sindaco Parisi in seguito all’affissione in paese, nell’aprile di quell’anno, di un manifesto murale in cui venivano riportate le cifre delle indennità di carica percepite dal primo cittadino e dai suoi assessori, seguito dalla frase “dopo avere sbandierato che non vi era un euro nelle casse comunali e che per questo motivo non avrebbe percepito la stessa indennità” scrissero i sei riferito a Parisi. A seguire quattro aggettivi (falso, bugiardo, ipocrita, malvagio) che l’ex primo cittadino ritenne diffamanti, sporgendo querela dinanzi ai Carabinieri di S. Teresa di Riva, e l’invito a dimettersi dalla carica. Una legislatura, quella in cui avvennero i fatti finiti poi nelle aule giudiziarie, caratterizzata da querele, denunce e caos politico: nel 2008 la vittoria andò infatti al sindaco Parisi ma la maggioranza in Consiglio comunale fu appannaggio dello schieramento guidato da Foti, che divenne presidente dell’assemblea cittadina fin quando nel dicembre 2009 la stessa non si sciolse per la mancata approvazione del bilancio. In primo grado, nel marzo 2014, Foti, Andronico, Lo Giudice, Niosi, Palato e Vinci erano stati condannati a una multa, mentre nel marzo 2016 la Corte d’appello aveva ribaltato il verdetto, assolvendoli dall’accusa di diffamazione. Bruno Parisi ha deciso però di ricorrere in Cassazione, dove ieri è stata messa la parola fine alla vicenda. Foti e gli altri cinque sono stati difesi dagli avvocati Antonio Scarcella e Carlo Autru Ryolo. Parisi, condannato al pagamento delle spese del giudizio, era rappresentato dall’avvocato Giuseppe Serafino.


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