Domenica 24 Giugno 2018
Erano accusati di occupazione abusiva di area demaniale dopo il sequestro del 2016


Campetto sulla spiaggia di Furci, prosciolti sindaco e dirigente dell’Ufficio tecnico

di Andrea Rifatto | 03/01/2018 | CRONACA

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Il campo da calcio sequestrato ad agosto 2016

Nessuna responsabilità penale del sindaco e del dirigente dell’Ufficio tecnico di Furci Siculo nella realizzazione del campetto da calcio sulla spiaggia sequestrato nell’agosto 2016 dalla Capitaneria di Porto di Messina. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina Monica Marino ha infatti disposto l’archiviazione, su richiesta del pubblico ministero Federica Rende, del procedimento penale contro il primo cittadino Sebastiano Foti e l’architetto Claudio Crisafulli, che erano accusati di occupazione abusiva di area demaniale per la costruzione di un campo sull’arenile nella zona nord del paese. Il provvedimento di archiviazione è arrivato dopo la chiusura delle indagini preliminari, nel corso delle quali sono stati sentiti alcuni testimoni che hanno confermato la tesi difensiva del legale di Foti e Crisafulli, l’avvocato Antonio Scarcella di S. Teresa di Riva, e cioè che la realizzazione del campetto di calcio non era stata eseguita su incarico degli indagati né che questi avessero consentito ad altri la realizzazione dell’opera. Il gip ha anche disposto la revoca del provvedimento di sequestro del tratto di arenile, firmato nel settembre 2016.

La vicenda nacque il 27 agosto 2016, quando gli uomini della Guardia costiera intervennero nella zona nord della spiaggia di Furci apponendo i sigilli a un campetto da calcio “realizzato - secondo quanto prospettato dagli operanti - dalla locale amministrazione previo livellamento della spiaggia e successiva collocazione di porte munite di rete, di nastri che delimitavano le aree di gioco e recintato con rete e pali, installati in maniera precaria ed approssimativa tanto da costituire pericolo per la pubblica incolumità” evidenziò la Capitaneria, ritenendo fosse stato realizzato senza alcun titolo autorizzativo. I militari procedettero quindi al sequestro dell'intera area demaniale marittima, per un totale di 1.000 metri quadrati, e denunciarono penalmente all’autorità giudiziaria il sindaco Foti e l’architetto Crisafulli per occupazione di suolo demaniale. Pochi giorni dopo il gip Marino firmò il decreto di sequestro preventivo su richiesta del sostituto procuratore Federica Rende, confermato il 15 settembre dello stesso anno dal Tribunale della Libertà. Foti e Crisafulli, tramite il loro legale, si erano poi rivolti alla Cassazione per chiedere l’annullamento dell’ordinanza, sostenendo di non aver commesso alcun reato non avendo occupato il demanio e mai autorizzato l'occupazione e che la costruzione fosse avvenuta a loro insaputa. Circostanze che a loro avviso non facevano ricorrere i presupposti per il sequestro, che venne però confermato dalla Suprema Corte. Ora il provvedimento di archiviazione che pone fine alla questione.


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