Martedì 21 Novembre 2017
Errori burocratici e intoppi. La nuova normativa non consente di ripartire da zero


Unione dei Comuni Valle del Nisi al capolinea, Nizza valuta altre strade

di Gianluca Santisi | 31/10/2017 | ATTUALITÀ

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È destinato a calare definitivamente il sipario sull'Unione dei Comuni della Valle del Nisi-Area delle Terme, l’organismo sovracomunale mai decollato nonostante i ripetuti tentativi effettuati. Errori burocratici, intoppi di vario genere e forse la mancanza di una concreta volontà politica hanno messo la pietra tombale sull’iniziativa. L’argomento, su sollecitazione del gruppo di minoranza, è stato discusso durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Nizza di Sicilia. La situazione è complicata. Di fatto esistono due “unioni”: la prima, nata male, e una seconda, istituita senza sciogliere quella già esistente. “Alla Regione – ha spiegato il presidente del Consiglio, Carmelo Miceli – riconoscono solo la prima”. La soluzione più semplice sarebbe quella di ripartire da zero. Strada, però, non percorribile. “La nuova normativa – continua Miceli – richiede un minimo di 10 mila abitanti”. Anche se Nizza, Fiumedinisi, Alì Terme e Alì decidessero di consorziarsi la cifra non sarebbe raggiunta. In aula il sindaco Piero Briguglio ha risposto ai dubbi e alle perplessità del gruppo di opposizione, circa il rischio “isolamento” che la cittadina nizzarda correrebbe. Il primo cittadino ha spiegato che Nizza collaborerà con i comuni vicini quando se ne presenterà l’occasione. Un esempio, in tal senso, è l’Aro del Nisi di recente costituzione, organismo che si occuperà della raccolta dei rifiuti. Briguglio ha inoltre proposto di discutere un eventuale rientro di Nizza nell’Unione dei Comuni Valli Joniche dei Peloritani, valutandone i benefici. 


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