Mercoledì 22 Agosto 2018
Consiglio comunale sulla spiaggia sotto il Capo. Targhe ricordo a ex sindaci e familiari


Sant'Alessio, dalla pesca al turismo: festeggiati 70 anni di autonomia - FOTO

di Andrea Rifatto | 09/06/2018 | ATTUALITÀ

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Foto di gruppo

Da borgo di pescatori a cittadina turistica. Sant’Alessio Siculo ha festeggiato i 70 anni di autonomia con un Consiglio comunale sulla spiaggia sotto il Capo. Il 7 giugno 1948, l’Assemblea regionale siciliana approvò infatti la Legge n. 12 che sanciva l’erezione a Comune autonomo di Sant’Alessio Siculo, fino ad allora frazione di Forza d’Agrò. Fu l’atto finale che seguì a mesi di lotte con i forzesi, nate da liti per le strade, la denominazione della stazione e altre questioni che portarono ad aspre polemiche fino alla conquista dell’autonomia amministrativa, anche per l’impegno di Paolino Quagliata, che durante le proteste venne persino scagliato da una rupe da alcuni cittadini di Forza d’Agrò, che lo credettero morto. Protagoniste della conquista dell’autonomia furono anche le donne di Sant’Alessio, che il 29 gennaio 1947, invano contrastate dalle forze dell’ordine, cancellarono le diciture pubbliche di Forza d’Agrò poste agli ingressi del paese. Episodi ricordati durante il Consiglio comunale, a cui hanno preso parte gli attuali amministratori, numerosi cittadini, ex sindaci e parenti di quelli scomparsi, alcuni commissari prefettizi, i sindaci di Forza d’Agrò, Fabio Di Cara, e S. Teresa, Danilo Lo Giudice, il parroco don Luciano Zampetti, il comandante della Stazione Carabinieri, luogotenente Vito Calì e la Polizia municipale con in testa il comandante Salvatore D’Agata. 

Il presidente del Consiglio, Domenico Aliberti, ha ricordato come il paese in questi 70 anni sia cresciuto passando da borgo di pescatori a cittadina turistica grazie all’impegno delle varie generazioni che si sono succedute, elencando poi sindaci che commissari che si sono succeduti dal 1948 a oggi. Il capogruppo di minoranza Concetto Fleres, figlio di Antonino, sindaco dal 1957 al 1969, ha evidenziato come nonostante le lotte politiche tra maggioranze e minoranze, tutti abbiano lavorato per il bene del paese, che vanta nella sua storia personaggi che vanno ricordati. Il consigliere di maggioranza Nino Lo Monaco ha proposto una mozione per l’intitolazione della piazza nel quartiere Sena ai Padri dell’Autonomia comunale. Il sindaco Giovanni Foti ha ricordato come Sant’Alessio abbia avuto un’evoluzione grazie alle famiglie che sono rimaste in paese spendendosi per migliorarlo, a partire da quei pescatori e capibarca che all’epoca erano dei veri e propri amministratori aggiunti. Padre Zampetti ha rievocato la separazione tra le parrocchie, avvenuta 20 anni prima, nel 1928, anticipando i tempi della separazione amministrativa, ed ha evidenziato come adesso, essendoci un unico parroco a S. Alessio e Forza d’Agrò, si guardi all’unità pastorale. Interventi che il pubblico non ha potuto apprezzare come avrebbe voluto per l'assenza di microfoni e impianto audio. Gli amministratori comunali hanno consegnato targhe ricordo agli ex sindaci Santo Carnabuci e Rosanna Fichera (assente Agatino Gussio), ai parenti degli scomparsi Giuseppe Fichera (primo sindaco dal 1948 al 1957 e padre di Rosanna), Antonino Fleres, Antonino Puliatti, Antonino Gussio e Pietro Pagano e ai commissari Giuseppe Moschella (1969-70) e Carmelo Mastrojeni (1973), entrambi alessesi. Targa anche Di Cara, Zampetti e Sara Quagliata, figlia di Paolino, assente però per motivi personali. Al termine rinfresco con torta finale per festeggiare il 70esimo compleanno della cittaidna del Capo.



COMMENTI

Concetto Fleres | il 10/06/2018 alle 09:27:21

70 anni dalla conquista dell’autonomia del nostro Paese , avrebbe meritato più tempo organizzativo, più coinvolgimento della cittadinanza e più partecipazione . Si sarebbe dovuto organizzare un gruppo di lavoro per definire le celebrazioni di tale ricorrenza . Altrimenti era meglio lasciar perdere. L’Amministrazione Foti ha organizzato tutto in sordina più per dovere di cronaca che per rievocare il momento storico che ha determinato la nascita della nostra comunità. Il frettoloso e sbiadito accenno al ricordo di coloro che sono stati i protagonisti di questa conquista democratica è stato appena sussurrato ai presenti, che non hanno avuto la possibilità di ascoltare gli interventi per la mancanza dell’ impianto audio fonico . Tutto si è limitato ad un rinfresco e alla consegna di alcune targhe ricordo alla presenza di uno sparuto pubblico , distratto dal rumore delle onde del mare e dal vento che dispiegava il tricolore e il gonfalone del comune. Non credo che ci sia da inorgoglirsi per come si è svolto l’evento e aver ridotto un avvenimento celebrativo così importante quasi ad una piccola sagra . Dott. Concetto Fleres

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