Mercoledì 15 Agosto 2018
La ditta si rifiuta di pagare le somme. La risposta di Mangiò all'interrogazione


S. Teresa, verso l'accordo Duro-Comune sui parcheggi. Insorge la minoranza

di Andrea Rifatto | 09/03/2018 | ATTUALITÀ

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Le parti si sono incontrate in municipio

È stata fermamente respinta al mittente la richiesta di pagamento della somma di 37mila euro inoltrata dal Comune di S. Teresa alla ditta Duro Salvatore, che ha gestito i parcheggi a pagamento tra luglio 2012 e giugno 2013. L’importo era stato chiesto dal comandante della Polizia municipale, Diego Mangiò, il 27 ottobre scorso, con una nota nella quale veniva specificato che ai fini del risarcimento, dopo la risoluzione del contratto avvenuta a giugno 2013 per inadempienze, la penale ammontasse a 22mila 600 euro e che la ditta fosse debitrice verso il Comune di altri 14mila 921 euro relativi all’aggio percentuale del periodo gennaio-giugno 2013, per un totale di 37mila 521 euro da versare entro e non oltre 30 giorni, con l’avvertenza che in caso contrario l’Amministrazione sarebbe stata costretta ad adire le vie legali per il recupero della somme, con ulteriore aggravio di spese. Il titolare dell’impresa ha contestato però i calcoli del Comune di S. Teresa e ha dato mandato a un legale di avviare la negoziazione assistita con l’Ente per provare a risolvere la controversia. In caso contrario ne nascerà un contenzioso giudiziario, anche se questa eventualità viene ritenuta quale estrema ratio da entrambi le parti, che puntano a trovare un accordo. Nel corso di un incontro svoltosi in municipio il 16 febbraio, al quale hanno preso parte, oltre a Duro, il suo legale, l’avvocato Ferdinando Croce, il sindaco Danilo Lo Giudice, il vicesindaco Annalisa Miano, la segretario Rossana Giorgianni e il comandante Mangiò, è emersa infatti,la volontà e la disponibilità di arrivare a una soluzione bonaria della questione, così come confermato sia da Salvatore Duro che dall’Amministrazione. La Giunta il 5 marzo ha quindi deliberato di aderire alla convenzione per la negoziazione assistita, stanziando 437 euro per affidare l’incarico legale. Lo stesso giorno il comandante della Polizia municipale ha risposto all’interrogazione sulla vicenda parcheggi a pagamento presentata il 5 febbraio dal gruppo consiliare di minoranza. Che oggi è insorto con una nota.

Il comandante della Polizia municipale ha spiegato che la penale, prevista dal capitolato d’oneri nella misura di 100 euro al giorno, è stata calcolata in 22mila 600 euro per 226 giorni di ritardo (21 ottobre 2012-5 giugno 2013) nel versare gli incassi dei parcheggi a pagamento. “L’importo è stato richiesto a titolo di penale per il mancato rispetto dei termini di pagamento” scrive Mangiò, che non ha specificato invece nulla in merito al risarcimento dei danni. “La polizza fideiussoria, essendo stata emessa a garanzia degli impegni assunti con il medesimo contratto, non è stata svincolata e, qualora ne ricorrano i presupposti, verrà svincolata al pagamento del saldo delle somme dovute. Dopo interlocuzione con la ditta Duro e il legale delle medesima, non andata a buon fine – ha precisato il capitano Mangiò – la ditta ha chiesto la stipula di una convezione di negoziazione assistita. A tal fine si procederà ad incaricare un legale di fiducia al fine di aderire o meno alla negoziazione assistita”. Adesione deliberata nella stessa giornata dalla Giunta. Spiegazioni, quelle del comandante della Pm, che non sono state ritenute sufficienti dall’opposizione.

“Il gruppo consiliare ‘Insieme per cambiare’ esprime incredulità per la risposta comunicata dal sindaco riguardante l’interrogazione – evidenzia il capogruppo Antonio Scarcella – il Comune, che in questa vicenda è creditore, subisce, addirittura, la negoziazione assistita da parte del debitore. Signor sindaco, doveva essere il Comune, a seguito delle nostre diffide, ad avviare detta proceduta. Perché ciò non è stato fatto? La sua risposta non ci soddisfa minimamente. Non chiarisce, infatti, il criterio utilizzato per il calcolo delle somme che il Comune vanta nei confronti della ditta in questione, stante che, pur prevedendo la penale, non considera le somme dovute a titolo di risarcimento dei danni subiti dalla risoluzione del contratto di appalto avvenuta per grave inadempimento della stessa ditta, nonché per operatività della clausola risolutiva espressa. Signor sindaco, quante anomalie in questa pratica – evidenzia Scarcella – auspichiamo che queste risposte vengano date quantomeno con l’adesione alla negoziazione assistita, nella certezza che non vengano pregiudicati gli interessi dei cittadini e dell’Ente. Vigileremo, come sempre, sul vostro operato, perché questo è il nostro compito istituzionale”.

La tesi del legale della ditta Duro. Nella proposta di stipula di una convenzione di negoziazione assistita il legale della ditta Duro, l’avvocato Ferdinando Croce, scrive come “la penale richiesta dal Comune di S. Teresa non è in alcun modo dovuta, e ciò anche alla luce del contegno serbato dall’Amministrazione nel corso dell’esecuzione del contratto e persino successivamente alla risoluzione del medesimo”. Secondo il difensore vi è un errore nel calcolo delle somme reclamate dall’Amministrazione in quanto le “Condizioni generali di contratto relative all’esecuzione di lavori di manutenzione estese dalla Consip, all’articolo 10 prevedono penali da applicare nella misura giornaliera compresa tra lo 0,3 per mille e l’1 per mille dell’ammontare netto contrattuale e comunque complessivamente non superiori al 10%. La previsione relativa all’applicazione e soprattutto alla quantificazione della penale dimostra ancora una volta l’eccessiva onerosità e la conseguente vessatorietà (la fissazione della somma di 100 euro per ogni giorno di ritardo, quand’anche per assurdo ritenuta dovuta, è a dir poco abnorme e costringerebbe la ditta a dover sborsare una somma addirittura superiore a quanto incassato in esecuzione del contratto!) della clausola controversa del contratto di appalto – evidenzia Croce – che in tutti i casi dovrà pertanto essere disapplicata e/o dichiarata illegittima e/o ancora grandemente ridotta in applicazione di parametri nazionali”. L’avvocato Croce aggiunge come “nella quantificazione delle somme l’Amministrazione non ha tenuto conto delle compensazioni (precedentemente considerate) che la stessa è tenuta ad operare in ragione del credito vantato ancora oggi dalla ditta Duro e mai disconosciuto da alcuno”.

Più informazioni: gestione parcheggi duro  


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