Venerdì 20 Ottobre 2017
In Consiglio la questione sui locali comunali, di cui non si trovano documenti


S. Teresa, a Bucalo la "piazza dei misteri": una porzione potrebbe essere privata

di Andrea Rifatto | 14/09/2017 | ATTUALITÀ

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I locali realizzati dal Comune ma occupati da un privato

Più che piazza Marina Militare Italiana bisognerebbe chiamarla piazza dei misteri. Sì perché dopo la sparizione della cancellata, adesso spunta un nuovo caso: quello del locale comunale esistente a ridosso del muro perimetrale lato ovest, a confine con le abitazioni, che a quanto pare potrebbe sorgere su terreno privato e non del Comune. La novità a S. Teresa di Riva è venuta fuori lunedì sera in Consiglio comunale, durante la discussione dell’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza “Insieme per cambiare”, che chiedeva spiegazioni sull’occupazione con materiali e attrezzature edili del locale, utilizzato come spogliatoio con servizio igienico nel corso degli eventi estivi, e sulla titolarità degli stessi. A rispondere è stato il sindaco Danilo Lo Giudice, che ha spiegato come il locale è stato realizzato e utilizzato dal Comune anche se in municipio non sono stati trovati atti autorizzativi: “Dalle misurazioni effettuate sui luoghi e dalla sovrapposizione di tali misurazioni sulla aerofotogrammetria della zona con l’ausilio di estratto dell’mappa catastale la proprietà dell’area in questione sembrerebbe non sia stata interessata dall’esproprio per la realizzazione della piazza e quindi potrebbe essere privata – ha spiegato il sindaco –. Andrebbe comunque effettuato un più accurato rilievo strumentale di tutta l’area e inoltre verificato dal punto di vista giuridico se il possesso della striscia di terreni da parte del Comune, prima con la realizzazione della piazza e la costituzione di una servitù di passaggio pedonale e successivamente mediante la costruzione di un vano deposito, non abbia in qualche misura comportato un diritto permanente su tale superficie". Dopo decenni di distanza sorge quindi il dubbio sull’effettiva proprietà di quella porzione.

“Dalla relazione della Polizia municipale emerge come il deposito sia utilizzato dal signor Archimede Lo Giudice per collocarvi attrezzi e materiale che non appartengono al Comune” – ha aggiunto Lo Giudice, secondo cui non è facile capire come stiano le cose. “Per tale motivo ho chiesto di approfondire e fare verifiche puntuali per arrivare a una risposta definitiva e trovare una soluzione senza dover avviare contenziosi. In base alla documentazione sembrerebbe che su quell’area vi fosse una servitù di passaggio ma non abbiamo trovato atti sulla costruzione del manufatto. L’Ufficio tecnico magari darà un incarico a un professionista per fare rilievi precisi e mi auguro”. Il capogruppo di minoranza Antonio Scarcella ha suggerito la strada dell’usucapione: “Visto che la costruzione esiste da oltre 20 anni e c’è un possesso continuato e indisturbato del Comune, anche se qualcuno occupa i locali li stessi sono sempre stati del Comune e per questo dobbiamo batterci. L’Amministrazione faccia comunque ciò che ritiene più opportuno”. Secondo il sindaco non vi è però certezza su quando sia stata realizzata quella struttura in quanto non è stata trovata alcuna documentazione. Possibile che al Comune non via sia nulla, neanche una determina o una fattura in merito all’affidamento e alla realizzazione dei lavori? E che il vecchio proprietario dell’abitazione retrostante non si sia mai lamentato se quella porzione occupata dall’Ente fosse sua? In ogni caso quel deposito è comunque comunale al di là di chi sia l'area su cui sorge e non si comprende come mai non sia stato ordinato agli occupanti di sgomberarli. “Non ho difficoltà a dire che il proprietario dell’immobile retrostante sia mio cugino perché non ho nulla da nascondere o temere in quanto opero nella massima trasparenza – ha concluso in Consiglio il sindaco Lo Giudice – e agiremo al di là di chi sia la proprietà per riuscire a dipanare la matassa”.

Più informazioni: locale piazza marina militare  


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