Martedì 21 Novembre 2017
Concluso il progetto di impiego lavorativo della Cittadella della Speranza di Nizza


L'inclusione sociale passa per la cucina: i "ragazzi speciali" risorse per le comunità

di Andrea Rifatto | 01/11/2017 | ATTUALITÀ

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I ragazzi protagonisti del progetto con i promotori

“Vedere i ragazzi sorridere e rendersi conto di essere stati utili preparando qualcosa che poi viene consumato da altri è un bel momento di gratificazione per loro e per tutti”. E anche segno che lo scopo del progetto è stato raggiunto e che è stata intrapresa la strada giusta verso quel processo di inclusione sociale che deve divenire sempre più la regola e non un’eccezione. È ciò che si è messo in atto alla Cittadella della Speranza di Nizza di Sicilia con il progetto “La buona tavola”, promosso dell’associazione temporanea tra onlus “Autismo”. Il momento conclusivo dell’iniziativa è stato presentato al ristorante “O’ Geusu” di Sant’Alessio Siculo. Un processo di inclusione socio-lavorativa che ha visto protagonisti con ottimi risultati sette “ragazzi speciali” che frequentano il Centro diurno della Cittadella, provenienti dalla riviera jonica e anche dalla città di Messina, fascia di territorio in cui opera l’ato “Autismo”. Il progetto è durato un anno ed è stato suddiviso in tre fasi. La prima, con la preparazione di varie pietanze presso il Centro diurno insieme allo chef del ristorante alessese, è servita come palestra per dare elementi formativi dell’arte culinaria; il secondo step è stato uno stage lavorativo nel ristorante che ha visto i ragazzi impegnati nella preparazione delle pietanze per i clienti; infine i piatti sono stati raccolti in un ricettario, unendo al libro un cd come guida alla preparazione dei cibi. Contemporaneamente alla realizzazione del ricettario, i ragazzi, coadiuvati da esperti, hanno realizzato nel laboratorio di falegnameria del Centro diurno un cofanetto in legno per custodirlo. Il librò sarà messo in vendita e sarà presentato alla librerie Feltrinelli di Messina il 15 novembre e al Caffè d'arte di S. Teresa di Riva il 17 novembre.

“’La buona tavola’ ha consentito di fare emergere le peculiarità e le abilità dei ragazzi e ha consentito a loro e a tutti i soggetti coinvolti di arricchirsi reciprocamente – ha evidenziato Danilo Rizzo, collaboratore della Cittadella della Speranza che ha seguito il progetto – vederli divertirsi e rendersi conto di essere stati utili preparando un piatto che poi viene consumato da qualcuno ha regalato un momento di gratificazione per loro e per tutti. È stato anche un modo per creare una coscienza civica e dimostrare che ognuno di loro può dare tanto alla collettività”. “Il luogo dove questi ragazzi devono agire è il mondo, una comunità che deve essere inclusiva – ha evidenziato Carmelo Caporlingua, presidente di ‘Autismo’ – perché l’inclusività deve essere un processo permanente e non una parentesi. Con i ragazzi del Centro diurno stiamo partecipando anche ad altre iniziative, come la manutenzione della piscina comunale di Nizza, per dimostrare che possono essere protagonisti delle nostre comunità. Puntiamo a creare un’attività ristorativa per i ragazzi speciali – ha aggiunto Caporlingua – in Italia ci sono poche realtà del genere ma abbiamo gli strumenti per farlo”. Presenti alle conclusione del progetto “La buona tavola” anche Carmelo Garufi, presidente di Slow Food Furci, che ha proposto una collaborazione con la Cittadella della Speranza nell’organizzazione di iniziative di promozione del territorio e delle sue ricchezze agroalimentari; Maria Elena Calabrò, Sara Contarino e Santa Gregorio, rispettivamente direttore sanitario, psicologa e operatrice della Cittadella, Carmelo Cutrufello del Consiglio di amministrazione di “Autismo”, il vicesindaco Annalisa Miano e l’assessore Domenico Trimarchi per il Comune di S. Teresa di Riva. Al termine buffet con le pietanze preparate dai ragazzi del Centro.


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