Mercoledì 22 Novembre 2017
Ammessi ai fondi della Presidenza del Consiglio solo 46 progetti in tutta Italia


Finanziamenti per le aree degradate, esclusi tutti i comuni jonici

di Andrea Rifatto | 12/07/2017 | ATTUALITÀ

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Il centro sportivo polifunzionale di Savoca

Rimangono tutti esclusi dai fondi i Comuni jonici che avevano presentato i progetti per partecipare al bando del 2015 emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la redazione del Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate, per interventi coordinati diretti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Nella graduatoria finale non compare infatti in posizione utile alcun centro messinese e sono addirittura solo tre le città siciliane ammesse ai finanziamenti: Acireale, Erice e Agrigento. Il Governo ha deciso di finanziare solo 46 progetti su 451 per una spesa totale di 78 milioni di euro, nonostante il Fondo avesse una dotazione iniziale di 200 milioni di euro scesa poi a 194 milioni e infine a 78. Al bando i Comuni hanno risposto con 870 proposte e dopo la scadenza del temrine per la presentazione (30 novembre 2015), il 3 marzo 2016 è stato costituito il Comitato per la valutazione dei progetti e il 3 maggio scorso il Comitato, sulla base dell’istruttoria svolta e in coerenza con i criteri di valutazione definitivi nel bando, ha selezionato i progetti da inserire nel Piano nazionale e redatto la graduatoria finale, dove sono stati posizionati in ordine di punteggio gli interventi dal numero 1 al numero 46.

Tra gli esclusi al 71esimo posto il Completamento del Centro sportivo polifunzionale di Savoca, inserito nell'area di intervento Mortilla-San Francesco di Paola, per una spesa di 1 milione 453mila 618 euro; poi Limina (114°) con Opere di urbanizzazione primaria e secondaria al servizio degli alloggi popolari del centro storico con recupero dei quartieri degradati (999mila 989 euro), intervento però “salvo” in quanto finanziato nell’ambito del Programma straordinario di interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie della Città metropolitana di Messina; niente fondi anche per Scaletta Zanclea (372°) che aveva presentato un progetto da  1 milione 464mila euro per Riqualificazione, adeguamento energetico e completamento della palestra polivalente di Guidomandri Marina; ad Alì Terme (414°) erano attesi 250mila euro per l’intervento di Riqualificazione di Piazza Caduti, così come Mandanici (416° posto) puntava a ricevere 1,5 milioni di euro per il Progetto di riqualificazione energetica sostenibile del monastero Santa Maria Annunziata. Gli esclusi possono solo sperare che i loro progetti vengano finanziati con le risorse che saranno eventualmente rese disponibili entro tre anni dalla data di pubblicazione del decreto.


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