Venerdì 20 Ottobre 2017
A 2 anni dal default il commissario ha deciso come eliminare i 5 milioni di debiti


Dissesto al Comune di Scaletta, fissate le somme da riconoscere ai creditori

di Andrea Rifatto | 12/10/2017 | ATTUALITÀ

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Il municipio di Scaletta Zanclea

A oltre due anni dalla dichiarazione di dissesto finanziario, l’Organo straordinario di liquidazione presso il Comune di Scaletta Zanclea ha fissato i criteri per la liquidazione della massa passiva in seguito al default votato dal Consiglio comunale nel giugno 2015. Il commissario Nunzia Rungo, funzionario della Prefetura di Messina, ha infatti approvato una deliberazione con cui ha stabilito di riconoscere ai creditori il 40% delle somme richieste, risalenti agli esercizi 2014 e precedenti, per quanto concerne solo la parte capitale del credito, esclusi quindi gli interessi, con la rinuncia ad ogni altra pretesa e l’accettazione del’offerta transattiva entro 20 giorni, con la successiva liquidazione delle somme da parte del commissario entro 30 giorni. La ricognizione dei debiti effettuata lo scorso anno ha visto giungere in Municipio 106 istanze di ammissione alla massa passiva, per un ammontare complessivo di 5 milioni 179mila euro. La Giunta comunale guidata dal sindaco Gianfranco Moschella ha poi approvato la procedura semplificata che ha consentito allo stesso commissario di trattare debito per debito e allo stesso tempo permette l’accensione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti o con altro istituto di credito in modo da poter proporre l’offerta ai creditori, fissata nella soglia minima del 40%. Le transazioni saranno trattate secondo la tipologia di credito ed eventualmente in ordine cronologico, trattando prima quelle pervenute entro il termine del 16 gennaio 2016 e poi quello del 16 febbraio: per le richieste pervenute oltre il 16 febbraio 2016 sarà proposta la transazione in base all’anzianità del credito. In caso di mancata accettazione dell’offerta la somma verrà accantonata fino al decreto ministeriale di approvazione del piano di estinzione.

Il Comune, che avrebbe la possibilità di alienare 12 cespiti riuscendo a recuperare 880mila euro, secondo quanto previsto dal Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, ha inoltre presentato istanza per ottenere un’anticipazione di 7,7 milioni di euro dal Fondo per i contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti, istituito al Ministero dell’Interno con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016-2019. Le risorse sono attribuite ai Comuni che, a seguito di sentenze esecutive di risarcimento conseguenti a calamità naturali o cedimenti strutturali, o ad accordi transattivi ad esse collegate, sono obbligati a sostenere spese di ammontare complessivo superiore al  50% della spesa corrente sostenuta come risultante dalla media degli ultimi tre rendiconti approvati. Nel caso specifico molti debiti del Comune riguardano ditte che hanno eseguito lavori in seguito all’alluvione del 2009. In seguito alla dichiarazione di dissesto l’Amministrazione è riuscita comunque ad evitare licenziamenti di dipendenti comunali poiché ha sfuttato una legge regionale che dà la possibilità di finanziare il costo degli impiegati in soprannumero. Tra le conseguenze negative quelle di dover mantenere le tasse al massimo e di non poter partecipare a bandi di finanziamento che prevedono la compartecipazione con risorse del Comune.


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