Giovedì 24 Agosto 2017
Preoccupazione dopo l'arrivo in paese. Gli amministratori incontreranno il Prefetto


Cinquanta migranti a Itala, cittadini pronti alle barricate: "Impossibile ospitarli tutti"

di Andrea Rifatto | 05/08/2017 | ATTUALITÀ

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Il confronto tra amministratori e cittadini

“Non siamo razzisti ma non possiamo accogliere così tante persone in un territorio piccolo con diverse problematiche”. È la sintesi del dibattito che si è aperto da due giorni a Itala dopo l’arrivo di 50 migranti, condotti in una residenza sanitaria assistenziale ubicata appena fuori paese dopo essere sbarcati al porto di Catania. A deciderlo è stata la Prefettura di Messina, che si è messa in contatto con l’Azienda sanitaria provinciale dopo aver ricevuto la disponibilità della struttura in quanto la stessa, che ha una capienza complessiva di 80 posti letto per ospitare anziani non autosufficienti e disabili (attualmente ve ne sono 19), è convenzionata con l’Asp per 20 posti. Gli stranieri, 49 uomini e una donna tutti maggiorenni, sono arrivati giovedì sera e il sindaco Antonino Crisafulli ne è stato informato solo poche prima, dopo essere stato convocato in Prefettura alle 15 dal vicecapo di Gabinetto Matilde Mulè. In paese è scattata subito la preoccupazione tra i cittadini ma anche tra gli stessi amministratori. “Non sappiamo fino a quando alloggeranno a Itala e capisco che sia sorto un certo allarmismo, non vogliamo essere razzisti ma neanche sentirci occupati, è una questione logistica e di spazi” – spiega Crisafulli, che ha subìto una decisione che va in deroga all’accordo siglato tra l’Anci e il Ministero dell’Interno, che prevede l’assegnazione di 2,5 migranti ogni mille abitanti: nel caso di Itala sarebbero dovuti quindi essere solo sei. La questione è stata affrontata venerdì sera in un animato incontro tra l’Amministrazione e i cittadini, dopo che per tutta la giornata sindaco, assessori e consiglieri hanno valutato come agire.

“Ci siamo messi in contatto con la Prefettura per spiegare il disagio che ne deriva per il nostro territorio – ha esordito il sindaco dinanzi alla cittadinanza – e per evidenziare soprattutto come l’accoglienza dei migranti debba tenere conto delle peculiarità del contesto territoriale dove sono ubicate le strutture, dovendo essere garantita una convivenza il più possibile serena puntando all’integrazione ed evitando conflittualità sociali. Queste 50 persone meritano certamente di essere accolte ma non sono trascurabili i problemi correlati all’ordine pubblico e alla sicurezza, visto che il numero di migranti è spropositato in relazione all’effettiva capacità del tessuto sociale di garantire un’effettiva ed efficace accoglienza”. Tesi condivisa anche dai cittadini, che hanno ribadito di avere il senso di accoglienza e di non voler mostrare sentimenti di razzismo ma di vivere una costante preoccupazione in quanto si tratta di persone che vengono da realtà diverse, da situazioni disagiate, e che sarebbe stata possibile l’integrazione di sei persone ma non di 50. “Così si determina la morte di Itala, dopo che per anni abbiamo cercato con notevoli sforzi di valorizzare il territorio con le poche ricorse che abbiamo – hanno detto i residenti – e non possiamo subire le decisioni prese da altri senza che vi sia un confronto con il territorio e con il sindaco, la massima autorità locale”.

Crisafulli ha spiegato agli italesi che il Comune si è già mosso per via amministrativa approvando una delibera di giunta dove si evidenzia inoltre come una spropositata presenza di migranti sia pregiudizievole anche per gli stessi ospiti, in quanto finirebbero per costituire una comunità a se stante, non integrata con la comunità locale. “Vi sono problemi di natura logistica, il comune non è collegato con efficienti mezzi di trasporto ai principali centri urbani, siamo in una situazione di emergenza idrica, non abbiamo un adeguato Ufficio dei Servizi sociali, a Itala c’è un solo vigile urbano e la Stazione dei Carabinieri è a Scaletta Zanclea” – ha detto il sindaco, che ha ribadito al prefetto, a cui lunedì invierà il provvedimento, le difficoltà e i motivi che impediscono l’effettiva possibilità del tessuto sociale di Itala di ospitare e integrare i 50 migranti, sollecitando l’adozione di provvedimenti consequenziali. All’incontro pubblico era presente anche il vicecomandante della Stazione dell’Arma di Scaletta, il maresciallo Gianluca Bonelli, che ha spiegato come i 50 migranti siano liberi di uscire durante il giorno dalla residenza sanitaria per farvi ritorno la sera, quando viene effettuato l’appello: qualora mancasse qualcuno degli ospiti scatterebbe la segnalazione alle forze dell’ordine per le ricerche. La caserma scalettese si avvarrà comunque del supporto delle altre stazioni dei comuni vicini per far sì che siano disponibili più uomini per il controllo del territorio.

I cittadini si sono intanto organizzati in un comitato, capeggiato da Antonella Ciccarello, che ha avviato una raccolta firme per chiedere un confronto con gli organi competenti e ottenere il rispetto degli accordi sul numero massimo di migranti accoglibili, in modo da garantire la sicurezza di tutti. A sottoscrivere il documento anche il sindaco e gli altri amministratori. “A mio avviso la strada del dialogo e della burocrazia è tempo perso – afferma qualcuno – ma servono le barricate sulle strade per risvegliare l’attenzione ed evitare che continuino ad arrivare altri stranieri a Itala”. Una problematica che coinvolge anche il limitrofo comune di Scaletta, rappresentato all’incontro dal vicesindaco Gabriele Avigliani e dall’assessore Daniela Di Ciuccio: “Dobbiamo far sì che il nostro territorio non divenga un punto di smistamento dei migranti – ha detto Di Ciuccio – visto che vi è la disponibilità di questa struttura”. L’obiettivo è quello di avviare una strategia comune amministratori-cittadini: “Dobbiamo essere compatti e sincronizzati in tempi brevi per evitare che Itala divenga un porto di mare” – è stata la conclusione del dibattito, dove non è mancata una voce controcorrente di chi ritiene che si tratti solo di pregiudizi ingiustificati e sentimenti di razzismo. Tra lunedì e martedì il sindaco Antonino Crisafulli incontrerà il prefetto a Messina, dove si recheranno anche i rappresentanti del comitato di cittadini, e chiederà di visionare il provvedimento che ha autorizzato il trasferimento, oltre a risposte certe soprattutto sui tempi di permanenza dei 50 migranti.


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