Martedì 21 Novembre 2017
L'Amministrazione non rinnova la convenzione e propone spazi fuori dal Centro sportivo


Savoca, chiude l’orto didattico: "Lasciati soli dal Comune"

di Andrea Rifatto | 24/05/2016 | AMBIENTE

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L'area gestita da Ape all'interno del Centro sportivo

Dopo quattro anni di attività l’orto didattico di Savoca chiude battenti. L’Aula permanente di ecologia, allestita in un’area all’interno del Centro polifunzionale nella frazione Rina e gestita dall’omonima associazione con lo scopo di promuovere una cultura ecologica nel territorio, non potrà infatti proseguire le proprie attività perchè il Comune ha deciso di non rinnovare più la convenzione in quanto ha la necessità di utilizzare quegli spazi per altre finalità legate agli impianti sportivi presenti nelle immediate vicinanze. Decisione che non è stata ben accolta dai promotori del progetto avviato nel 2012 e che ha visto più di 1.500 bambini e bambine appartenenti a diversi istituti scolastici, da Savoca a Messina fino a Catania, seminare, raccogliere e coltivare i prodotti dell’orto, oltre a costruire una serra didattica con più di 1.500 bottiglie di plastica riutilizzate, mettere a dimora diverse piante orticole ed aromatiche antiche e rare oltre acirca 30 alberi da frutto. “Abbiamo trovato un piccolo parco giochi degradato e lo abbiamo trasformato in una piccola oasi di biodiversità che, onestamente, non ci sembra in conflitto con la destinazione d’uso sportiva di quello spazio – spiegano i responsabili di Ape –. A nulla è servita la nostra proposta di trasformare lo spazio in nostra gestione in un luogo destinato alla fruizione di sport in natura e all’orto terapia, mantenendo così la destinazione d’uso attuale. Questo di fatto preserverebbe le specie vegetali impiantate negli anni e la biodiversità del luogo”.

All’Aula permanente di ecologia è collegato anche l’orto condiviso “Chi semina raccoglie”, nato nel 2015 nel terreno adiacente grazie alla collaborazione tra la famiglia proprietaria dello spazio e diverse associazioni del territorio e all'interno del quale era stato attivata anche la compostiera collettiva, iniziativa approvata dal Comune. “Venendo a mancare Ape anche l’orto condiviso potrebbe risentirne ed essere a rischio – spiegano – ma accettiamo con rammarico e delusione la decisione di ampliare l’aria sportiva e ci sforziamo di comprenderla nonostante la nostra visione sia ispirata alla tutela e valorizzazione dei beni comuni ambientali. Non condividiamo la decisione di costruire altre strutture che poi saranno onerose da gestire. In questi anni, anche con il succedersi delle varie amministrazioni, abbiamo osservato la poca manutenzione dei luoghi dell’area attrezzata e temiamo che sarà difficile gestire le nuove aree che si creeranno”. I promotori dell’orto didattico di Savoca si dicono inoltre dispiaciuti che il Comune non abbia considerato la loro attività una risorsa: “Si sono accorti di noi in tutta Italia, varie testate nazionali ci hanno riconosciuto e raccontato come esperienza pilota. Ci hanno dedicato una tesi di laurea e tante persone ci hanno scritto per fare un’Ape in diversi luoghi o per poter collaborare con noi volontariamente. Solo il nostro Comune non ci ha valorizzati. E lo precisiamo, nonostante non abbiamo mai ricevuto sovvenzioni, nemmeno per l’acquisto delle piante, abbiamo offerto un servizio educativo di alto valore per le scuole e cittadini”

"Nulla di personale ma alla base della scelta di non rinnovare la convenzione ci sono criticità di vario tipo che avevo già anticipato l’anno scorso – spiega il sindaco Antonino Bartolotta –: lo spazio a breve dovrà essere consegnato alla ditta per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione ed adeguamento degli spogliatoi e dell’area esterna, vogliamo ampliare e potenziare gli attuali impianti e c’è una situazione di incompatibilità tra le modalità di fruizione e destinazione pubblica del Centro sportivo (in orari prestabiliti di apertura e chiusura e con custodia) e l'esigenza di Ape di tenere aperta l’area senza orari prestabiliti e con spazi che secondo la convenzione con il Comune dovevano anche essere adibiti a siti di compostaggio collettivo, coltivazione, ecc. Tra l’altro – aggiunge Bartolotta – c'è un problema sull'utilizzo della fornitura idrica Eas per finalità agricole”.
L’Amministrazione comunale ha proposto altri luoghi dove trasferire l’Aula didattica ma i responsabili del progetto non li ritengono idonei a svolgere le attività educative in quanto non facilmente accessibili, sufficientemente visibili e in alcuni casi senza strutture coperte e bagni. “Secondo noi le aree adiacenti il campo di calcio a Rina, la cui destinazione peraltro è per servizi/isola ecologica, servite da acqua, recintate e chiuse con un cancello, raggiungibili da una strada di accesso di circa sette metri direttamente collegata alla Provinciale e con la possibilità di utilizzare i servizi igienici del campo, si prestavano bene. Però quella di non accettare è una loro scelta che rispetto - sottolinea il sindaco - come avrei immaginato altrettanto per la nostra”. Nei prossimi giorni i responsabili di Ape provvederanno quindi a togliere tutte le strutture e le piante dello spazio utilizzato finora all’interno del Centro polifunzionale.


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