Martedì 25 Luglio 2017
Chiesta alla Corte di giustizia una maxi multa per l'Italia da 62 milioni di euro


Fognature, 16 comuni messinesi fuori norma nel mirino della Commissione europea

di Andrea Rifatto | 13/12/2016 | AMBIENTE

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I depuratori di Giardini Naxos, Letojanni e Roccalumera

Sedici comuni della provincia di Messina non sono in regola con i criteri di gestione e smaltimento delle acque di scarico urbane. Lo rileva la Commissione europea, che ha chiesto alla Corte di giustizia Ue una maxi multa per l’Italia da 62 milioni di euro in quanto 80 centri, di cui ben 51 in Sicilia, non si sono completamente adeguati alla direttiva europea sulla raccolta e il trattamento delle acque reflue. Alla sanzione si aggiunge la richiesta di un’ulteriore multa giornaliera di 347mila euro “qualora la piena conformità non sia raggiunta entro la data in cui Corte emetterà la sentenza”. Nel luglio 2012 la Commissione aveva rilevato la mancanza di un trattamento appropriato delle acque reflue urbane in 109 città italiane. Oggi, secondo l’esecutivo comunitario, a distanza di quattro anni la questione della gestione dello smaltimento delle acque reflue urbane non è ancora stata affrontata in 80 agglomerati.

In provincia di Messina sono finiti nel mirino della Commissione gli impianti di depurazione di Giardini Naxos, Letojanni (consortile), Roccalumera, Barcellona Pozzo di Gotto, Capo d'Orlando, Furnari, Pace del Mela, Piraino, Sant’Agata Militello (consortile), Torregrotta (consortile), Gioiosa Marea, Messina 1, Messina 6, Milazzo, Patti e Rometta. “Ciò significa che in questi comuni mancano ancora adeguati sistemi di raccolta e trattamento – scrive Bruxelles –: una situazione che pone rischi significativi per la salute umana, le acque interne e l’ambiente marino”. La direttiva 91/271/Cee obbliga gli Stati membri ad assicurarsi che i comuni raccolgano e trattino in modo adeguato le proprie acque reflue urbane: quelle non trattate possono infatti essere contaminate da batteri e virus nocivi e contengono nutrienti, come l’azoto e il fosforo, che possono danneggiare fumi e mari favorendo la crescita di alghe.

Va detto che nel caso del depuratore di Letojanni, che raccoglie i reflui anche dei vicini comuni di Taormina e Castelmola, il Consorzio Rete fognante ha fornito nei mesi scorsi rassicurazioni sulla perfetta funzionalità dell’impianto, mentre il depuratore di Roccalumera, utilizzato anche dai limitrofi comuni di Furci Siculo e Pagliara, è stato riammodernato lo scorso anno. I dati forniti dal Portale Acque del Ministero della Salute segnalano inoltre la balneabilità di tutti i tratti di mare in corrispondenza dei tre centri jonici, inseriti comunque da Bruxelles nella “lista nera” dei comuni inadempienti.


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